Intervista a Giorgia Meloni
Scritto da redazione in Intervista il novembre 20, 2009
Intervista Video a Giorgia Meloni Guarda il video!!
“I giovani non sono sempre in grado di distinguere gli esempi positivi da quelli negativi, tendono a semplificare dicendo che tutta la politica fa schifo”: lo dice il ministro della gioventù Giorgia Meloni alla conclusione della conferenza nazionale sull’infanzia e l’adolescenza.
Sulla mancanza di partecipazione dei giovani alla conferenza, il ministro ribatte che sarebbe stata una presenza superflua dal momento che “prendere ragazzi di 14 anni e metterli a discutere insieme agli operatori del settore non è la soluzione migliore per rappresentare i bisogni di uno e dell’altro: lo scopo di questa conferenza era quello di confrontarsi con quelle associazioni che operano nel settore, non fare demagogia”.
La demagogia, per il ministro riaffiora spesso nelle manifestazioni studentesche: “I giovani non sono consapevoli, perchè quando vanno a manifestare spesso non si accorgono che si fanno strumentalizzare e stanno lottando contro loro stessi –spiega- non stanno invece lottando per i propri diritti ma per quelli di qualcun’altro”.
La Meloni ha invitato i ragazzi a seguire gli esempi positivi, anche se non sempre “sono in grado di distinguere”. Infatti “a parte la camorra, c’è il bene e il male dappertutto, nella politica ci sono quelli bravi e quelli che non valgono niente, come nella scuola, -dice ancora- la nostra società è fatta di gente che vale e di gente che non vale niente, la nostra capacità di discernere è fondamentale, dire fa tutto schifo diventa un alibi per te per fare schifo”.
La redazione
Intervista a Raffaele Tangorra
Scritto da redazione in Intervista il novembre 20, 2009
Intervista Video Raffaele Tangorra
“ La conferenza è servita a mettere insieme novecento persone che lavorano sui temi dell’infanzia e dell’ adolescenza” questa è l’opinione del direttore generale delle politiche sociale, Raffaele Tangorra sul senso di questa esperienza Napoletana “ dai gruppi di lavoro sono uscite proposte concrete e la parola d’ordine del convegno è stata presa in seria considerazione , ovvero accogliere le nuove generazione e fare in modo che non si sentano soli”.
Alla nostra domanda riguardo al fatto che un giudice può portar via un bambino dalla sua famiglia, ha risposto che ciò può accadere “se e solo se la situazione familiare del bambino diventa di disagio, non c’è un atteggiamento persecutorio da parte del giudice, ma la volontà di tutelare il bambino”.
Antonella, Francesca, Giacomo, Francesco e Antonino
Dicono di Noi 2
NAPOLI – I mandarini sono tutti uguali, ma se li guardi con attenzione scopri molto differenze: inizia così la “riunione di redazione” dei dieci giovani reporter, ragazze e ragazzi, provenienti da Napoli, Palermo e Firenze. Fotocamere digitali alla mano e la passione di chi si affaccia alla professione, inseguono i politici e gli esperti riuniti a Napoli per raccontare la Conferenza nazionale per l’infanzia dal proprio punto di vista. I ragazzi di Palermo provengono da Italia e Ghana e fanno parte del progetto No Colors, gestito dal Consorzio Comunità Nuova, un esempio di finanziamenti legati alla legge 285 ben utilizzati. Il progetto è partito con il nome “Palermo Città Plurale – Abito il mondo”, grazie a sovvenzioni ministeriali, con l’obiettivo di favorire l’integrazione attraverso l’arte: danza, musica e teatro. Ma poi è stato proprio il comune di Palermo a crederci e a finanziare questa opportunità di crescita e di confronto per i ragazzi di Ballarò. Da Firenze partecipano una ragazza e due ragazzi del progetto Ragazzi&stampa – Ripplemarks, gruppo nato dal laboratorio pilota “Ragazziestampa” organizzato dall’Istituto degli Innocenti (www.ripplemarks.wordpress.com).
Prima di arrivare qui hanno seguito un breve corso di giornalismo, ma questa è la priva volta da report. Giacomo, marcato accento toscano, mi spiega che la cosa più faticosa è “accalappiare il politico”, a Antonino e Mariangela, del gruppo siciliano, preoccupano le scadenze e i tempi ristretti e veloci in cui si lavora, ma – dicono – alla fine ci si riesce. Tutto il loro lavoro finisce sul blog http://www.napoliteenpress.net.. Con i politici vanno al cuore delle questioni che li riguardano. Antonella, Carmela, Francesca e Giacomo strappano all’onorevole Alessandra Mussolini, presidente della commissione parlamentare per l’infanzia e l’adolescenza, una dichiarazione sul diritto alla cittadinanza: “Sono d’accordo col dare la cittadinanza ai bambini nati in Italia perché questo crea integrazione”. Stesso tema per l’onorevole Gabriella Carlucci, vicepresidente della commissione per l’infanzia, che a Antonino, Francesco e Mariangela risponde: “Il primo passo da fare per gli extracomunitari, affinché diventino effettivamente italiani, è quello di affrontare un percorso per conoscere la nazione, la lingua, la cultura, la costituzione e le leggi”. Poi è la volta del sindaco di Napoli Rosa Russo Iervolino che intervistano Michael, Luca ed Elena sul tema dell’intercultura. Fino ad ora il bilancio di questa esperienza è positivo. Per Michael è molto interessante, un’occasione di conoscere altri ragazzi e a Giovanni, “da grande” non dispiacerebbe diventare un giornalista. (cch – redattoresociale.it)
Intervista a Eugenia Roccella
Scritto da redazione in Intervista il novembre 20, 2009
Intervista Video Eugenia Roccella
“I bisogni dei giovani? Ditecelo voi!”: così ci risponde il sottosegretario al lavoro, alla salute e alle politiche sociali Eugenia Roccella. Secondo lei la richiesta di partecipazione dei ragazzi “va raccolta là dove si crea: se chiedete partecipazione, ve la possiamo dare perché non nasce dall’alto ma inizia da una richiesta di spontaneità e da un senso di responsabilità”. Ci sono inoltre luoghi e luoghi per far sentire la nostra voce, dice il sottosegretario. I ragazzi possono partecipare attivamente “attraverso spazi come la scuola e organi come il consiglio di istituto o di classe”. Riguardo alle priorità sulle quali intervenire, Roccella afferma: “i ragazzi disagiati e che non hanno molte possibilità hanno il diritto di avere qualche cosa di più simile alla famiglia: l’affido quindi è la migliore soluzione anche per ragazzi stranieri che arrivano in Italia spesso senza familiari.”
Tra i ragazzi intervistatori, quelli del centro aggregativo “No colors” (Palermo), amanti del ballo, hanno chiesto al sottosegretario se ci siano sufficienti luoghi di aggregazione giovanile in Italia. Ci ha risposto: “ Sì, ci sono ma spesso non hanno tutti i requisiti per essere sicuri e diventano luoghi di spaccio, di droga”.
Elena, Mariangela, Carmela, Michael, Luca
Intervista a Rosalba Salierno
Scritto da redazione in Intervista il novembre 19, 2009
Noi, Antonino, Francesco e Mariangela, abbiamo intervistato la direttrice dell’Ufficio servizi sociali minori di Palermo, la dottoressa Rosalba Salierno, ci ha spiegato che si occupano “dei minori che commettono reati e delle loro esigenze educative”.
Abbiamo chiesto anche il suo parere su un fatto di cronaca avvenuto qualche giorno fa: un ragazzo marocchino si è suicidato nel carcere minorile di Firenze. Per Salierno “è un caso sconcertante, ma isolato, un incidente di percorso: il sistema carcerario minorile è stato pensato quando ancora non c’erano presenze di minori stranieri, per cui questi ultimi hanno delle conseguenze penalizzanti”. La situazione personale di Yassine, ha detto ancora “forse non è stata analizzata bene, ma non si può pensare ad un inefficacia del personale.”
La funzionaria ha aggiunto che “ le strutture carcerarie minorili hanno anche un problema di fondi: manca proprio una sufficiente presenza del personale”.
Infine Rosalba Salierno ha ammesso che “spesso non si sa come intervenire dal punto di vista sociale coi ragazzi stranieri” : “ Questo è un problema sul quale stiamo intervenendo poiché gli stranieri devono avere gli stessi diritti dei minori italiani.”
Intervista ai vertici di Arciragazzi
Scritto da redazione in Intervista il novembre 19, 2009
Intervista Video a Lino D\’Andrea
Intervista Video a Yuri Pertichini
Giacomo, Luca e Francesco, hanno intervistato Lino D’Andrea e Yuri Pertichini, rispettivamente presidente e vicepresidente dell’ Arciragazzi. L’ intercultura e la partecipazione dei ragazzi sono stati tra i temi toccati dall’ intervista. “Noi come Arciragazzi – ha detto Pertichini – abbiamo chiesto assieme a tante altre associazioni, di far partecipare i ragazzi non solo come reporter ma anche come delegati alla conferenza, perchè questo succede in tutto il mondo quando vengono organizzate delle conferenze sull’ adolescenza e sull’ infanzia”. Sull’ importanza di aprire la società, ha aggiunto D’Andrea, “ penso che l’interculturalità sia una pratica che vada introdotta dall’ infanzia, attraverso la scuola perchè c’è poco rispetto verso gli altri. “Dovremo -ha concluso-eliminare la parola integrazione e dire invece maggiore rispetto”.
Intervista a Roberta Angelilli
Scritto da redazione in Intervista il novembre 19, 2009
Intervista Video Roberta Angelilli Guarda il Video!
“Se posso contraddirti secondo me l’Italia non è indietro perché è un grande consumatore delle nuove tecnologie e non è neanche indietro in termini legislativi.”
Cosi risponde a noi ( Francesco, Elena, Francesca e Giacomo), l’europarlamentare Angelilli alla domanda riguardo all’arretratezza dell’Italia rispetto agli altri paesi europei nell’utilizzo delle nuove tecnologie. Continua dicendo che “noi infatti abbiamo tantissime leggi che promuovono un uso più consapevole di Internet”. Invece “mancano le politiche di sostegno, soprattutto a livello locale, territoriale che aiutino i giovani ad avere un accesso più semplice e allo stesso tempo anche più sicuro alle nuove tecnologie, che sono una forma di informazione e di comunicazione talvolta motivo di rischi.”
Angelilli aggiunge poi che “manca un approccio all’avanguardia e costruttivo all’interno delle scuole e c’è anche una certa ignoranza generazionale: ci sono bambini anche sotto i dieci anni che sono bravissimi utilizzatori di internet e adulti magari trentacinquenni, se non novantenni, che non sanno rispondere agli sms. Bisogna colmare questo gap generazionale, coinvolgendo le scuole e le famiglie”.








