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Intervista a Giorgia Meloni

Intervista a Giorgia Meloni

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“I giovani non sono sempre in grado di distinguere gli esempi positivi da quelli negativi, tendono a semplificare dicendo che tutta la politica fa schifo”: lo dice il ministro della gioventù Giorgia Meloni alla conclusione della conferenza nazionale sull’infanzia e l’adolescenza.

Sulla mancanza di partecipazione dei giovani alla conferenza, il ministro ribatte che sarebbe stata una presenza superflua dal momento che “prendere ragazzi di 14 anni e metterli a discutere insieme agli operatori del settore non è la soluzione migliore per rappresentare i bisogni di uno e dell’altro: lo scopo di questa conferenza era quello di confrontarsi con quelle associazioni che operano nel settore, non fare demagogia”.

La demagogia, per il ministro riaffiora spesso nelle manifestazioni studentesche: “I giovani non sono consapevoli, perchè quando vanno a manifestare spesso non si accorgono che si fanno strumentalizzare e stanno lottando contro loro stessi –spiega- non stanno invece lottando per i propri diritti ma per quelli di qualcun’altro”.

La Meloni ha invitato i ragazzi a seguire gli esempi positivi, anche se non sempre “sono in grado di distinguere”. Infatti “a parte la camorra, c’è il bene e il male dappertutto, nella politica ci sono quelli bravi e quelli che non valgono niente, come nella scuola, -dice ancora- la nostra società è fatta di gente che vale e di gente che non vale niente, la nostra capacità di discernere è fondamentale, dire fa tutto schifo diventa un alibi per te per fare schifo”.

La redazione

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Intervista a Raffaele Tangorra

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Intervista Video Raffaele Tangorra

“ La conferenza è servita a mettere insieme novecento persone che lavorano sui temi dell’infanzia e dell’ adolescenza” questa è l’opinione del direttore generale delle politiche sociale, Raffaele Tangorra sul senso di questa esperienza Napoletana “ dai gruppi di lavoro sono uscite proposte concrete e la parola d’ordine del convegno è stata presa in seria considerazione , ovvero accogliere le nuove generazione e fare in modo che non si sentano soli”.

Alla nostra domanda riguardo al fatto che un giudice può portar via un bambino dalla sua famiglia, ha risposto che ciò può accadere “se e solo se la situazione familiare del bambino diventa di disagio, non c’è un atteggiamento persecutorio da parte del giudice,  ma la volontà di tutelare il bambino”.

Antonella, Francesca, Giacomo, Francesco e Antonino

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Intervista a Eugenia Roccella


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Intervista Video Eugenia Roccella

“I bisogni dei giovani? Ditecelo voi!”: così ci risponde il sottosegretario al  lavoro, alla salute e alle politiche sociali Eugenia Roccella.  Secondo lei la richiesta di partecipazione dei ragazzi  “va raccolta là dove si crea: se chiedete partecipazione, ve la possiamo dare perché non nasce dall’alto ma inizia da una richiesta di spontaneità e da un senso di responsabilità”.  Ci sono inoltre luoghi e luoghi per far sentire la nostra voce, dice il sottosegretario. I ragazzi possono  partecipare attivamente “attraverso spazi come la scuola e organi come il consiglio di istituto o di classe”. Riguardo alle priorità sulle quali intervenire, Roccella afferma: “i ragazzi disagiati e che non hanno molte possibilità hanno il diritto di avere qualche cosa di più simile alla famiglia: l’affido quindi è la migliore soluzione anche per ragazzi stranieri che arrivano in Italia spesso senza familiari.”

Tra i ragazzi intervistatori, quelli del centro aggregativo “No colors” (Palermo), amanti del ballo, hanno chiesto al sottosegretario se ci siano sufficienti luoghi di aggregazione giovanile in Italia. Ci ha risposto:  “ Sì, ci sono ma spesso non hanno tutti i requisiti per essere sicuri e diventano luoghi di spaccio, di droga”.

Elena, Mariangela, Carmela, Michael, Luca

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Intervista a Rosalba Salierno

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Noi, Antonino, Francesco e Mariangela, abbiamo intervistato la direttrice dell’Ufficio servizi sociali minori di Palermo, la dottoressa Rosalba Salierno, ci ha spiegato che si occupano “dei minori che commettono reati e delle loro esigenze educative”.

Abbiamo chiesto anche il suo parere su un fatto di cronaca avvenuto qualche giorno fa: un ragazzo marocchino si è suicidato nel carcere minorile di Firenze.  Per Salierno “è un caso sconcertante, ma isolato, un incidente di percorso: il sistema carcerario minorile è stato pensato quando ancora non c’erano presenze di minori stranieri, per cui questi ultimi hanno delle conseguenze penalizzanti”. La situazione personale di Yassine, ha detto ancora “forse non è stata analizzata bene, ma non si può pensare ad un inefficacia del personale.”

La funzionaria ha aggiunto che “ le strutture carcerarie minorili hanno anche un problema di fondi: manca proprio una sufficiente presenza del personale”.

Infine Rosalba Salierno ha ammesso che “spesso non si sa come intervenire dal punto di vista sociale coi ragazzi stranieri” : “ Questo è un problema sul quale stiamo intervenendo poiché gli stranieri devono avere gli stessi diritti dei minori italiani.”

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Intervista ai vertici di Arciragazzi

Intervista Video a Lino D\’Andrea

Intervista Video a Yuri Pertichini

Giacomo, Luca e Francesco, hanno intervistato Lino D’Andrea e Yuri Pertichini, rispettivamente  presidente e vicepresidente dell’ Arciragazzi. L’ intercultura e la partecipazione dei ragazzi sono stati tra i temi toccati dall’ intervista. “Noi come Arciragazzi – ha detto Pertichini – abbiamo chiesto assieme a tante altre associazioni, di far partecipare i ragazzi non solo come reporter ma anche come delegati alla conferenza, perchè questo succede in tutto il mondo quando vengono organizzate delle conferenze sull’ adolescenza e sull’ infanzia”. Sull’ importanza di aprire la società, ha aggiunto D’Andrea, “ penso che l’interculturalità sia una pratica che vada introdotta dall’ infanzia, attraverso la scuola perchè c’è poco rispetto verso gli altri. “Dovremo -ha concluso-eliminare la parola integrazione e dire invece maggiore rispetto”.

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Intervista a Roberta Angelilli

Angelilli

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“Se posso contraddirti secondo me l’Italia non è indietro perché è un grande consumatore delle nuove tecnologie e non è neanche indietro in termini legislativi.”
Cosi risponde a noi ( Francesco, Elena, Francesca e Giacomo), l’europarlamentare Angelilli alla domanda riguardo all’arretratezza dell’Italia rispetto agli altri paesi europei nell’utilizzo delle nuove tecnologie. Continua dicendo che “noi infatti abbiamo tantissime leggi che promuovono un uso più consapevole di Internet”. Invece “mancano le politiche di sostegno, soprattutto a livello locale, territoriale che aiutino i giovani ad avere un accesso più semplice e allo stesso tempo anche più sicuro alle nuove tecnologie, che sono una forma di informazione e di comunicazione talvolta motivo di rischi.”
Angelilli aggiunge poi che “manca un approccio all’avanguardia e costruttivo all’interno delle scuole e c’è anche una certa ignoranza generazionale: ci sono bambini anche sotto i dieci anni che sono bravissimi utilizzatori di internet e adulti magari trentacinquenni, se non novantenni, che non sanno rispondere agli sms. Bisogna colmare questo gap generazionale, coinvolgendo le scuole e le famiglie”.

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Intervista a Lucio Babolin

Babolin

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Luca, Elena e Michael hanno intervistato Lucio Babolin, Presidente del Coordinamento nazionale Comunità  di Accoglienza (Cnca). Riguardo all’impegno dello Stato per aiutare ragazze e ragazzi ha risposto che: “Lo Stato dovrebbe offrire spazi reali per la partecipazione dei giovani. Per esempio alla Conferenza nazionale sull’infanzia e l’adolescenza i giovani non sono i protagonisti e invece dovrebbero essere loro i primi a parlare”.
A livello di partecipazione il Presidente afferma che: “il modo migliore per farvi sentire è attraverso Consigli e giunte comunali e attraverso il Sindaco, ponendo la dimensione della partecipazione sul piano territoriale”. Secondo Babolin il problema di questa conferenza è che: “il Governo non ha dato abbastanza spazio all’interculturalità. Infatti nelle strutture di accoglienza dei ragazzi al nord  ormai un ragazzo su due è straniero e se voi andate a vedere i gruppi di lavoro di questa conferenza i temi sulla partecipazione e interculturalità non sono posti all’attenzione dei partecipanti, ma sono un po’ trasversali (così dice lui).

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Intervista a Raoul Russo

Raoul Russo

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Abbiamo intervistato Raoul Russo, assessore alle politiche giovanili e alle politiche sociali del comune di Palermo. Gli abbiamo chiesto quali sono i punti fondamentali da affrontare nelle politiche giovanili: “Abbiamo bisogno  di progetti con i giovani realmente protagonisti per costruire con loro ciò che realmente desiderano  avere nella propria città”, ha detto.

Lo scopo di questa conferenza secondo l’assessore è “ da un lato lavorare, studiare, pensare e confrontarsi su ciò che è stato fatto in questi anni, dall’altro prendere spunto da quanto fatto per programmare il futuro”.

Sulle politiche del comune di Palermo a favore dei giovani, Russo ha parlato della possibilità “di creare un forum sui giovani cha sia un organismo permanente di confronto per i giovani e di confronto con l’amministrazione. Il comune non da soldi ai ragazzi ma dà loro un palcoscenico dove possano competere e meritarsi il successo”.

Antonella , Carmela , Francesca e Giacomo

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Intervista Domenico Vulpiani

Vulpiani

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Ieri  Luca , Michael ed Elena hanno intervistato il consigliere della sicurezza informativa del Ministero dell’ Interno, Domenico Vulpiani sui rischi che i ragazzi possono correre su internet. “Sono diversi – ha detto – per esempio, se su Facebook oltre alla nostra foto inseriamo i nostri dati personali, questi potrebbero essere usati per scopi sessuali a nostra insaputa”. Poi Vulpiani ha sottolineato l’ importanza della scuola e dei genitori, perché “richiamino l’attenzione dei ragazzi sui pericoli della rete: spesso alcuni episodi non vengono denunciati per paura della polizia”.  Infatti, “i ragazzi che scaricano musica illegalmente non denunciano questi episodi perché sono convinti che la polizia li punirà per il download: ma per noi è più importante fermare i pedofili”.Infine l’ ex direttore della polizia postale si è soffermato sulle attività educative delle forze dell’ ordine coi ragazzi. “ I poliziotti girano spesso per le scuole d’ Italia: spiegano agli studenti a quali rischi possono esporsi su Internet e danno consigli tecnici per non cadere nelle tante trappole che si possono incontrare nella navigazione”.

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Intervista Carlo Amedeo Giovanardi

Intervista Carlo Giovanardi

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Ieri pomeriggio, prima dell’inizio della tavola rotonda “Il futuro dei bambini è nel presente”, abbiamo intervistato Carlo Amedeo Giovanardi, sottosegretario alle politiche della famiglia.  Gli abbiamo chiesto se le persone che rivestono un ruolo d’importanza debbano essere di esempio per il resto della cittadinanza e ci ha risposto che, secondo lui “i poeti, le grandi figure che hanno sempre ispirato le persone con esempi positivi, possono fare in modo che i giovani imparino a distinguere che al mondo c’è il bene e il male.”

Riguardo all’intervento per migliorare la vita dei giovani il sottosegretario ha affermato: “Credo esistano giovani fortunati e giovani sfortunati: quelli fortunati hanno bravi genitori, buoni insegnanti (anche di educazione fisica) e una guida spirituale (una parrocchia). I giovani sfortunati invece sono più svantaggiati e spesso finiscono nella droga”. La soluzione quindi, per Giovanardi, sta in “una società positiva che abbia il senso del dovere: un ragazzo diventa maturo e consapevole se fin da piccolo saprà sapendo che nella società avrà ma deve anche dare”. La politica serve a “combattere e lottare perchè queste condizioni si realizzino”.

Elena, Francesca, Francesco, Giacomo

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