NAPOLI – I mandarini sono tutti uguali, ma se li guardi con attenzione scopri molto differenze: inizia così la “riunione di redazione” dei dieci giovani reporter, ragazze e ragazzi, provenienti da Napoli, Palermo e Firenze. Fotocamere digitali alla mano e la passione di chi si affaccia alla professione, inseguono i politici e gli esperti riuniti a Napoli per raccontare la Conferenza nazionale per l’infanzia dal proprio punto di vista. I ragazzi di Palermo provengono da Italia e Ghana e fanno parte del progetto No Colors, gestito dal Consorzio Comunità Nuova, un esempio di finanziamenti legati alla legge 285 ben utilizzati. Il progetto è partito con il nome “Palermo Città Plurale – Abito il mondo”, grazie a sovvenzioni ministeriali, con l’obiettivo di favorire l’integrazione attraverso l’arte: danza, musica e teatro. Ma poi è stato proprio il comune di Palermo a crederci e a finanziare questa opportunità di crescita e di confronto per i ragazzi di Ballarò. Da Firenze partecipano una ragazza e due ragazzi del progetto Ragazzi&stampa – Ripplemarks, gruppo nato dal laboratorio pilota “Ragazziestampa” organizzato dall’Istituto degli Innocenti (www.ripplemarks.wordpress.com).
Prima di arrivare qui hanno seguito un breve corso di giornalismo, ma questa è la priva volta da report. Giacomo, marcato accento toscano, mi spiega che la cosa più faticosa è “accalappiare il politico”, a Antonino e Mariangela, del gruppo siciliano, preoccupano le scadenze e i tempi ristretti e veloci in cui si lavora, ma – dicono – alla fine ci si riesce. Tutto il loro lavoro finisce sul blog http://www.napoliteenpress.net.. Con i politici vanno al cuore delle questioni che li riguardano. Antonella, Carmela, Francesca e Giacomo strappano all’onorevole Alessandra Mussolini, presidente della commissione parlamentare per l’infanzia e l’adolescenza, una dichiarazione sul diritto alla cittadinanza: “Sono d’accordo col dare la cittadinanza ai bambini nati in Italia perché questo crea integrazione”. Stesso tema per l’onorevole Gabriella Carlucci, vicepresidente della commissione per l’infanzia, che a Antonino, Francesco e Mariangela risponde: “Il primo passo da fare per gli extracomunitari, affinché diventino effettivamente italiani, è quello di affrontare un percorso per conoscere la nazione, la lingua, la cultura, la costituzione e le leggi”. Poi è la volta del sindaco di Napoli Rosa Russo Iervolino che intervistano Michael, Luca ed Elena sul tema dell’intercultura. Fino ad ora il bilancio di questa esperienza è positivo. Per Michael è molto interessante, un’occasione di conoscere altri ragazzi e a Giovanni, “da grande” non dispiacerebbe diventare un giornalista. (cch – redattoresociale.it)
